22 luglio, 2010 - HOME |
Ieri mattina nella seduta della III commissione consiliare presieduta da Giuseppe Sammartano (PD) si è tenuta l’audizione del dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Paolo Iennaco. Un incontro fortemente ricercato dal presidente della commissione in accordo con l’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio, per conoscere le ricadute del riordino scolastico da parte del Governo sul panorama provinciale torinese.
In tre anni, complessivamente il taglio del personale docente e ausiliario (Ata) sarà del 6% e in questo primo anno scolastico 2010-2011 sarà del 50% del taglio, ossia del 3%. Numericamente, significa 1639 docenti e 946 ausiliari per quest’anno, mentre le classi, in via generale, non diminuiranno di molto. Per la scuola primaria il prossimo anno la situazione rimarrà invariata, senza tagli di classi, anzi per le medie ci saranno ben 30 classi in più con un aumento di circa 2mila alunni. La diminuzione si avrà alle superiori, vero oggetto dei tagli di classi e degli indirizzi, con 62 classi in meno. E comunque il problema maggiore riguarderà il tempo pieno, dove si ha più difficoltà a garantiere lo stesso servizio dal punto di vista delle risorse finanziarie. “C’è quindi il rischio di avere lo stesso numero di ragazzi nelle scuole con una sensibile diminuzione del personale dedicato all’apertura e alla chiusura delle scuole, oltre che alle pulizie e alla sorveglianza – afferma Sammartano – E il timore riguarda anche la sicurezza in senso lato negli edifici scolastici. Infine si corre il rischio di arrivare al punto che siano le famiglie a doversi pagare il servizio prima garantito dall’istituzione scolastica e questo in un periodo di piena crisi economica. Gli Enti Locali, infatti, non hanno risorse sufficienti per farvi fronte”.