150-300: corso Francia 2011, presentato il volume a Rivoli dal consigliere Sammartano

20 settembre, 2011 - Comunicati stampa

Nato da un’idea del consigliere provinciale rivolese Giuseppe Sammartano e curato
dalla giornalista Elisa Zunino, il volume “150-300: corso Francia 2011” parte da
una breve storia del corso rettilineo più lungo d’Europa (12 km), corso Francia
appunto, per ricordarne le tante trasformazioni e valutarne le prospettive future alla
luce del passaggio in sotterranea della metropolitana, del suo auspicato
prolungamento fino a Rivoli e dei progetti di riqualificazione urbana, in parte già
realizzati nel tratto Torinese. Obiettivo del lavoro è, da un lato, proprio in
concomitanza con i 150 anni dell’Unità d’Italia, celebrare i 300 anni di corso
Francia, dall’altro riportare l’attenzione, in un’ottica anche di sviluppo turistico, su
questo asse di comunicazione fondamentale per l’area metropolitana, con il
completamento della linea 1.
Il primo capitolo “Un filo dritto collegherà Superga al Castello di Rivoli” tratta
delle origini, delle diverse leggende sulla nascita del corso, delle sue caratteristiche e
prime trasformazioni. La costruzione della Strada Reale di Francia venne decretata
con Biglietto Regio datato 3 luglio 1711 indirizzato all’ingegner Michelangelo
Garove, che lo progettò e lo fece costruire. I lavori di realizzazione del corso nella
sua interezza terminano nel settembre 1712, ma sul territorio di Rivoli erano stati
collaudati già il 18 luglio 1712. A Torino il collaudo è del 1° settembre, mentre è
ignota la data che riguarda il tratto collegnese. Il costo totale dell’opera è oltre
100.000 lire. Una curiosità: a Collegno la denominazione “corso Francia” viene
adottata nel 1945 con delibera della giunta popolare, mentre a Rivoli il nome “corso
Torino” in favore di “corso Francia” verrà deciso soltanto nel giugno 1972 dal
consiglio comunale che renderà esecutiva la nuova denominazione dal 1° gennaio
1973.
Nel secondo capitolo “Le industrie, i servizi, le residenze: corso Francia cuore
pulsante della vita economica e sociale” si parte dalla saturazione degli spazi del
corso, con l’arrivo di aziende e residenze in un susseguirsi per nulla omogeneo dal
punto di vista architettonico e con la scomparsa dell’alberatura, che prima conferiva
uniformità al corso, per arrivare a individuare alcune grandi aree di trasformazione
partendo da Rivoli fino a Torino, come ad esempio l’Area Stazione, per Rivoli, l’ex
Maggiora per Collegno, l’area ex Venchi Unica per Torino, passando attraverso la
conservazione del Villaggio Leumann.

L’occasione per riparlare di corso Francia e della sua trasformazione si ripresenta
con la metropolitana. Nel terzo capitolo “La linea 1 della metropolitana:
un’occasione per riqualificare corso Francia”, si ripercorre brevemente la storia
dei trasporti sul corso, fino al dibattito sulla metropolitana in superficie piuttosto che
sotterranea, per arrivare alla decisione della realizzazione della linea 1 fino a Fermi a
Collegno, con l’obiettivo di completarla almeno fino a Cascine Vica. Ed è proprio
parlando di metropolitana che i Comuni coinvolti e la Provincia si impegnano, nel
2002, attraverso un protocollo d’intesa, a ridefinire il corso dal punto di vista
dell’arredo urbano, ambientale, del paesaggio e della mobilità. Una riqualificazione
con restringimento della carreggiata, pista ciclabile, aiuole, rialzi pedonali, che viene
realizzata in parte nel tratto torinese e per la quale si auspica una prosecuzione, così
come a gran voce e con grande partecipazione popolare si chiede il prolungamento
della metropolitana almeno fino a Cascine Vica: sono oltre 25mila le firme raccolte
grazie alla campagna “MetroRivoli – io ci metto la firma”, partita il 15 giugno 2010
e chiusa dopo 5 mesi con la consegna ufficiale nelle mani del sottosegretario ai
trasporti Bartolomeo Giachino, alla presenza dell’assessore regionale ai trasporti
Barbara Bonino, entrambi firmatari in quell’occasione dell’appello per il
finanziamento del prolungamento indirizzato al Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi.
“I primi 300 anni si chiudono qui… e il futuro?”: nel titolo è racchiuso il
contenuto dell’ultimo brevissimo capitolo e la speranza di vedere, magari tra dieci
anni, l’antica Strada Reale di Rivoli con un nuovo aspetto in tutta la sua lunghezza,
che lo renda simile ai boulevard francesi, maggiormente fruibile in superficie e
percorso dalla metropolitana in sotterranea, garantendone così la storica
caratteristica di grande asse di comunicazione.